Appuntamento Con Il Destino

“Listen to my heart, can you hear it sing: Come back to me and forgive everything”


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VIVERE SENZA PAURA

Capita a tutti prima o poi di riuscire a focalizzare le proprie emozioni sui timori che ci paralizzano le esistenze e inevitabilmente ci irrigidiscono e neutralizzano i recettori delle ambizioni, ma dal preciso istante in cui si catturano queste paure, probabilmente è quasi più semplice forse acquisire il potere decisionale di superare la soglia dell’agiatezza per cavalcare sulle ali del coraggio decidendo così di tirare a proprio piacimento le redini del nostro destino.
Banalmente, è sufficiente ricordarsi  che per scavalcare le transenne delle paure non si deve avvertire la minima necessità di volare sugli spalti dell’eroismo. Il coraggio è un semplice tuffo in mare aperto, è un privilegio che la nostra mente apprende e coltiva nel tempo con determinazione, costanza  e gradualità; la paura infondo è una bussola che ci riconduce lungo la via della crescita, per questo non necessariamente va osservata da una prospettiva troppo critica.

Se non alleni con costanza il tuo coraggio, automaticamente rafforzi le tue paure: non esiste alcuna via intermedia.

Cerca di ricordare sempre a te stesso che la paura non è il tuo nemico. E’ una bussola in grado di indirizzarti  laddove hai maggiormente bisogno di crescere. Quando incontri una nuova paura dentro di te, prova a celebrarla come una nuova, magnifica opportunità di crescita.

Dove ti porterà il tuo coraggio? La risposta è che ti consentirà di condurre un’esistenza estremamente più intensa e colma di significato. Inizierai a vivere in pienezza, come individuo responsabile e autentico. Sarai in grado di scoprire e sviluppare i tuoi talenti, inseguire i tuoi sogni e raggiungere i tuoi obiettivi. Sarai capace di vivere con consapevolezza, invece di lasciare che siano gli eventi a sopraffarti, avrai la possibilità di governarli  e viverli intensamente.

Ciò che fai della tua vita non dipende dai tuoi genitori, dal tuo capo o dal tuo partner. Dipende da te e da te soltanto, è solamente nelle tue mani. Non lasciarti sfuggire l’opportunità di abbracciare l’emozionante avventura della vita. Sperimenterai fallimenti e delusioni, sarà inevitabile. Ma queste saranno le pietre miliari lungo il cammino di una vita vissuta con coraggio e si ergerá dinnanzi a te un palazzo infinito di gioia, pienezza e felicità. Allora vai e affronta le tue paure, costruisci il coraggio per inseguire i tuoi sogni e celebra la tua esistenza vivendola nel pieno delle tue possibilità.

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I sogni infondo, sono solo pianificazioni a lungo termine.

davCorreva l’anno 2011, e dentro di me scorreva la necessità di respirare la musica in tutte le sue forme e i suoi colori, così, con l’entusiasmo di chi per la prima volta s’innamora di una certezza, ho calcato e sondato il terreno di questa scuola, e ricordo molto bene le sensazioni, i profumi e la voglia di fare.
Per diversi motivi, a malincuore, ho dovuto rimandare questa splendida possibilità, e ho promesso a me stessa che un giorno, per una volta nella vita me lo sarei fatta un regalo, e così, ho custodito in un cassetto quell’entusiasmo e ho lasciato che questo pensiero mi  rimboccasse le coperte ogni giorno.
Quattro anni dopo ho aperto finalmente quel cassetto, ho guardato da vicino la possibilità di realizzare il mio primo sogno, l’ho abbracciato e ho levato l’ancora lasciandomi alle spalle tutto, ma proprio tutto(e spogliarsi anche del mare, credetemi, non è stato facile).
Un rischio che probabilmente correrei ancora e ancora nonostante le difficoltà e i sacrifici.
È stato un viaggio bellissimo, ho pianto, ho riso, ho di nuovo pianto e di nuovo riso per trecentosessantacinque giorni moltiplicati per tre, ma oggi sono felice, perché la consapevolezza è il retrogusto più dolce di questo percorso, e la voglia di fare, di migliorare, essere sempre presente in tutto quello che faccio é ad oggi, per me, il traguardo più importante.
Grazie a chi mi ha supportato e sopportato in questi tre anni, a chi mi è stato accanto, a chi ha vegliato su di me da lontano, a chi ha innescato in me la curiosità e a chi trapiantato dentro di me, ancora più saldamente, l’amore per la musica.
Grazie, anche a chi ci sarà sempre.

Lov326


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Una valigia carica di sogni

Ci sono valigie che si rompono per non lasciarti andare. Valigie che non hai il coraggio d’aprire perché vorresti portare via tutto e non sai da dove iniziare (tipo me, ORA). Valigie tracimanti di ricordi che tieni ai piedi del letto perché così la puoi afferrare con semplicità quella manciata di sorrisi. Ci sono valigie solitarie, piene di romanticismo, ancora sporche di sabbia e promesse mai mantenute, mantenute a metà, ignorate punto e basta. Valigie inondate di lacrime e addii.

La mia è stata tutto questo. Non è perfetta, è lacerata dal tempo, ha dimorato nel mio entusiasmo e naufragato nella viscerale necessità di scoprire, esplorare, volgere uno sguardo aldilà di questo mare, crescere. Ha contenuto cartoni di fallimenti, cascate di desideri e cassetti pieni di sogni. È verde. Verde speranza. Verde come le tartarughe che come me viaggiano un po’ lente e un po’ veloci, veloci all’occorrenza; si godono il viaggio e colgono l’attimo, sempre, dovunque.

Oggi voglio vestire la mia valigia di sorrisi, incontri, conchiglie, abbracci, sole, mare, casa, affetto, amore e sogni, che sono sempre stati la costante dei miei viaggi. Porterò con me la fine di un anno che, seppur all’insegna del sacrificio, ha segnato la svolta e abbraccerò il nuovo, che mi ha guidata verso l’essenziale e l’imprescindibile, verso casa

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Lov326

 


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Fondersi senza confondersi in una vagonata di persone che, strano a dirsi, marciano inesorabili e spietate verso una direzione che al 90% si rivela opposta alla sua, fare a botte con gli sguardi e imbattersi con i loro pensieri in discorsi letteralmente adiacenti a quelli che potrebbero insorgergere sul polo del qui e ora. Appigliarsi alla forza di quel flusso e lasciarsi trainare in tutta spontaneità e sfacciataggine verso la fine del vicolo con una mezzaluna ricamata sul viso che sa di bambina sognatrice radicata in un mondo che sa di voler prendere in contropiede sempre.

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Inaspettata costante non variabile

E se mi chiedessero: “Sei felice?” Risponderei loro d’un fiato che la felicità può davvero essere una costante non variabile di una vita intera. Che Lei è il primo gradino di un grande sogno che si realizza, che se lotti allo stremo delle forze per tutto ciò in cui hai sempre creduto fin dal primo istante in cui la vita ti ha lanciato chiaro e forte quell unico segnale di indiscutibile importanza e assoluta priorità, tu ci fai l’amore con la felicità.

Lov326

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2 luglio. L’ ennesima estate che avanza impetuosa. I miei occhi sorridono anche oggi sotto il cielo cospiratore della libertà, la mia mente pedala a ruota libera verso un domani che non fa più paura, un domani pronto ad accogliere le mie aspirazioni. Corro a piedi nudi sull’ asfalto consapevole di quanto sia rovente, il sole ha baciato la sua terra anche oggi, ma nonostante tutto non lo percepisco proprio il calore che divampa sulla pelle. Ho sete di vita e fame di passioni e sfrecciando come un treno sui binari dell’immaginazione accolgo l’autunno con il bavaglio attorno al collo e le posate perfettamente allineate al mio piatto di portata  preferito. L’ appetito mi incalza e la necessità di saziare quest’ incontenibile istinto mi divora, assecondo il linguaggio assertivo del mio corpo con un brindisi che profuma di buono.  È tutto perfetto, proprio come l’avevo immaginato, e vorrei immortalarlo questo momento per poter assaporare un giorno, il retrogusto della vittoria e sorridere di tutte le volte che ho creduto di non essere mai abbastanza.

Lov326


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Cinismo cronico

Quando avevo 13 anni immaginavo che un giorno non troppo lontano mi sarei innamorata. Sognavo le sue mani fra le mie in mezzo al mondo strette da una sequenza interminabile di sguardi che avrebbero generato un esplosione di abbracci. Desideravo quella complicità unica e assoluta accarezzata da quel classico gesto catartico che avrebbe affievolito anche solo un cenno di sconcerto dal mio volto.

Desideravo l’ amore.

Sono passati quasi 15 anni da quel ricorrente sogno ad occhi aperti e sotto certi aspetti sono convinta d’averlo quasi coronato, e sottolineo il quasi non a caso, realmente ho abbracciato l amore due volte, si.  Abbracci intensi e intrinsechi di tensione e tormento che viaggiano nel tempo e giungono con un briciolo di sarcasmo al mio tredicesimo anno di vita come per suggerire alla bambina che fissava un punto nel vuoto del suo regno che ci sarebbe stato un tempo più lontano di quello previsto e sospirato per l’amore, che il cinismo le avrebbe recintato il cuore di spine, che sarebbe evasa presto o tardi dai sentimenti e che quel costante fuggire le avrebbe letteralmente consumato il pregio innato dell’empatia. Ad oggi non riesco a focalizzare questa mia nuova peculiarità, un po’ come se stessi indossando un vestito che mi regala il senso più profondo dell’agiatezza e i miei occhi dovessero tuttavia abituarsi ai colori e ai dettagli che lo caratterizzano.  “L’amore è vita”. Opinione comune insindacabile quando si vivono certi rapporti nella bolla dell’idillio che non tarderà ad infrangersi.”L’amore è per sempre” affermano.

Errata corrige: L’amore è per sempre finché dura e la vitalità apparente che si insidia nelle vene e fluisce rapida sul campo della mente, infetta e divora l’onestà della ragione. I cliché standardizzati dei luoghi comuni insinuano che il tempo  rimborserà con tanto di interessi il saldo dell’amore non corrisposto, e che delle lacrime versate si avrà un ludico ricordo anche se di ludico ci trovo ben poco. Delle cicatrici invece dicono che con il tempo regaleranno nuove prospettive, non a caso saranno proprio queste a riesumare  cinismo e ostilità nei confronti dei sentimenti e mi chiedo se forse, sotto certi punti di vista, sia più proficuo e funzionale imprimere il sigillo della perfetta testa di cazzo (nei ricordi di chi, armandosi di presunzione, si avvia lungo il sentiero dell’annullamento in memoria del “ottengo ciò che voglio”) come per dire : “Sono passata di qua. Sarò la tua cicatrice futura per sempre” perché le cicatrici si sa, non si possono preventivare ma sono come i tatuaggi: marchi perpetui dai quali non  puoi fare a meno di evadere e ti cambiano.

Davanti alla sadica ma saggia e oggettiva considerazione, mi  chiedo quale sia realmente la distinzione: nessuna. L’amore sarà sempre un duello ad armi pari, nessuno vince, nessuno perde, ci si sacrificherà sempre a vicenda.Niente carnefici, niente vittime, solo scelte guidate dall’istinto: negativo o positivo? Non renderà comunque giustizia.

Lov326